DiverSimili
  • Che cos’è DiverSimili e qual è il suo obiettivo? Perché avete avviato questo progetto?

    Il dibattito sulla società multiculturale suscita spesso forti reazioni emotive e opinioni generate di conseguenza. Il tema è estremamente complesso, complice anche il grande numero di informazioni, spesso discordanti.

    DiverSimili è un progetto di divulgazione scientifica con l’obiettivo di introdurre strumenti oggettivi nel dibattito. La volontà di avviare il progetto nasce dalla necessità, quanto mai attuale, di informare la cittadinanza su quelle che sono le più recenti conoscenze scientifiche sul tema della effettiva diversità tra esseri umani di qualsiasi origine e provenienza. Una persona correttamente informata acquisisce così una base conoscitiva che la porterà a ragionare sulla multiculturalità con consapevolezza.

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  • Chi ha commissionato questo studio? Per conto di chi state lavorando?

    Lo studio non è stato commissionato da alcuna realtà. L’intero progetto è stato creato e condotto dall’Associazione culturale Kaleidoscienza, con il supporto dei partner coinvolti (di cui potete prendere visione a questo link ->).

    L’Associazione culturale Kaleidoscienza ha realizzato il progetto grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e ne coordina le fasi in maniera del tutto indipendente, ubbidendo esclusivamente alla finalità divulgativa.

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  • Chi paga per questa indagine? E quanto?

    Il progetto è finanziato grazie a fondi pubblici e privati.
    I fondi pubblici sono stati assegnati a seguito della selezione del progetto in base al bando della Regione Friuli Venezia Giulia “Manifestazioni di divulgazione della cultura umanistica e scientifica” con riferimento alla legge regionale 11 agosto 2014, n°16.

    Il finanziamento pubblico è stato assegnato in via definitiva in data 15 marzo 2017. I fondi privati sono stati elargiti da BCC – Banca di Udine e da Top Shop Udine. Il totale di fondi pubblici stanziati è di 25.000 euro: 2 centesimi di euro per persona residente in Friuli Venezia Giulia.

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  • Cosa si intende per “strumenti oggettivi” da inserire nel dibattito sull’immigrazione e sulla società multiculturale?

    Uno “strumento oggettivo” fornito dalla conoscenza scientifica rappresenta un’informazione su un fenomeno o su una realtà. L’informazione si ottiene tramite ripetuti studi, prove e osservazioni fatte nel tempo.

    Nel caso specifico di DiverSimili sono state tenute in considerazione, alla base del progetto, le più recenti evidenze sul tema della diversità genetica tra esseri umani. Tali evidenze possono essere applicate anche nel contesto regionale. Ad esempio, la differenza di Dna tra esseri umani di qualsiasi provenienza è inferiore all’1 per mille.

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  • Dove sono stati raccolti i dati? Con che metodo?

    I dati sono stati raccolti grazie al coinvolgimento degli studenti e delle studentesse degli istituti scolastici regionali coinvolti nel progetto. I dati sono stati raccolti nel rispetto della privacy tramite la compilazione di questionari in versione cartacea oppure online sul portale di DiverSimili.

    I dati raccolti con i questionari hanno consentito di condurre un’indagine sulle differenze d’aspetto tra individui. I questionari sono stati preparati in base ad alcuni studi precedenti di cui è possibile prendere visione ai seguenti link: The Diploid Genome Sequence of an Individual Human -> e Web-Based, Participant-Driven Studies Yield Novel Genetic Associations for Common Traits ->

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  • Gli alunni e le alunne che hanno partecipato con che criterio sono stati/e selezionati/e?

    Non è stato adottato alcun criterio selettivo. Gli alunni non sono stati selezionati e l’adesione è stata volontaria.

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  • Da chi siete stati autorizzati ad andare nelle scuole della regione?

    Siamo stati autorizzati dai dirigenti degli istituti scolastici che hanno aderito al progetto.

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  • Che cosa avete fatto nelle classi delle scuole?

    Oltre all’indagine sono state svolte numerose attività di divulgazione scientifica sul tema. Sono stati realizzati due incontri in presenza di operatori didattici che hanno introdotto il tema a studenti, studentesse e insegnanti, attraverso attività interattive. Le informazioni proposte sono state il presupposto alla raccolta dati tramite la somministrazione del questionario.

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  • Per la raccolta di dati sono stati prelevati campioni biologici (tessuti, saliva) dagli alunni e dalle alunne?

    No.

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  • Vorrei vedere cosa hanno risposto al questionario altri/e compagni/e di classe di mio/a figlio/a. Posso vedere i loro dati?

    Prendere visione dei dati altrui costituirebbe una gravissima violazione della privacy. Dalla piattaforma online solo gli utenti registrati possono prendere visione dei propri dati e di quelli del proprio nucleo famigliare.

    È impossibile per un utente prendere visione dei dati di un nucleo famigliare diverso dal proprio.

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  • Chi può vedere i singoli dati associati a una persona? / È possibile risalire al nome e cognome di una persona che ha partecipato partendo dai dati inseriti?

    Ogni partecipante può vedere i propri dati. Il sistema di raccolta dei dati rende impossibile risalire all’identità di una persona a partire dai dati che ha inserito. I risultati dell’indagine sono elaborati in forma aggregata (ad esempio, possiamo sapere quante persone con i capelli ricci hanno partecipato ma in alcun modo possiamo risalire alla singola identità di uno di essi).

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  • Non desidero più che mio figlio/a faccia parte di questo esperimento. Come posso rimuovere i suoi dati?

    Facendone richiesta al nostro indirizzo info@kaleidoscienza.it

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  • Gli alunni e le alunne erano obbligati a partecipare?

    No. Alunni, famiglie e corpo docente erano informati e hanno aderito di propria volontà a partecipare al progetto.

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  • Vorrei partecipare anche io. Posso farlo?

    Certo! Puoi compilare questo breve questionario a questo link -> , che potrai fare compilare anche ai tuoi parenti.

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  • Perché è importante partecipare?

    La diversità tra esseri umani è, oggi come mai, oggetto di un dibattito molto aspro e caratterizzato, spesso e volentieri, da informazioni e fonti discordanti e non verificabili ma, al contempo, dal grande impatto sociale.

    L’oggettività scientifica ordina e livella il dibattito, offrendo gli strumenti per ragionare sul tema con una consapevolezza forte e strutturata.

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  • Vorrei avere altre informazioni. Come posso fare?

    Siamo disponibili a offrire tutte le risposte ai vostri quesiti. Per qualsiasi informazione potete scrivere a info@kaleidoscienza.it

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  • Che cosa avete dimostrato?

    Grazie alla partecipazione di 1.000 studenti e studentesse delle scuole della regione, sono stati raccolti 2.700 questionari che hanno investigato la presenza o meno di 7 caratteristiche (fenotipi) che gli scienziati ritengono influenzate dalla genetica. Le caratteristiche prese in esame sono state: la forma dei capelli (lisci, mossi o ricci), la presenza di miopia, la percezione del gusto amaro, l’attaccatura dei capelli (a “V” oppure dritta), l’essere in grado di percepire un forte odore dell’urina dopo avere mangiato asparagi, il tipo di attaccatura del lobo dell’orecchio e lo starnuto riflesso fotico (la necessità o meno di starnutire dopo avere osservato una luce intensa). Dall’analisi dei dati raccolti sul campione è emerso come queste sette caratteristiche siano maggiormente influenzate da variabili come l’età o il sesso piuttosto che dalla provenienza geografica. In particolare è stato notato come 4 fenotipi su 7 (la presenza o l’assenza di miopia, la percezione del gusto amaro, l’attaccatura del lobo dell’orecchio e lo starnuto riflesso fotico) non siano in alcun modo dipendenti dal luogo di nascita dell’individuo.

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  • Dove è possibile prendere visione complessiva dei dati?

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